Gig Ecomomy

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L’ASCESA DELLA GIG ECONOMY:
LUCI E OMBRE DI QUELLA CHE POTREBBE DIVENTARE UN’OPPORTUNITÀ D’ORO PER I TALENTI FREELANCE

Il termine Gig economy è entrato nell’uso dei media nel 2015 dopo essere stato utilizzato da Hillary Clinton che l’aveva definita come “economia a richiesta”, durante la propria campagna elettorale.

Ma cosa si intende esattamente quando si parla di Gig economy? Si tratta di un modello di organizzazione del lavoro on demand, ovvero si presta attività solo quando c’è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze, sulla base di prestazioni occasionali. Domanda e offerta vengono gestite online attraverso piattaforme e app dedicate.

In sintesi, la Gig Economy è una delle nuove forme di organizzazione digitale. Su piattaforme dedicate talenti freelance possono candidarsi per impieghi saltuari, in linea con le proprie competenze.  

Secondo le stime INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, i “gig workers” in Italia sono circa l’1,6% della popolazione attiva, quindi 590 mila individui. Vista la rapida espansione del fenomeno, l’INPS ha annunciato di avere allo studio e in sviluppo una piattaforma digitale per gestire contratti e rapporti di lavoro, che dovrebbe essere implementata nel 2020.

Anche se il numero di lavoratori italiani che sceglie questo tipo di percorso è in aumento, la Gig Economy rimane ancora poco conosciuta e diffusa nel nostro Paese. Il caso più lampante è sicuramente quello dei rider, che mette in luce uno scenario dai contorni poco chiari e condizioni lavorative non ben definite. Non possiamo, però, fermarci solo a una prima impressione, in quanto si tratta di una realtà molto più complessa e articolata, con enormi potenzialità inespresse.

Maggiori garanzie e una regolamentazione adeguata, infatti, farebbero della Gig Economy un’ottima opportunità per i neolaureati per acquisire le competenze necessarie ad avviare i primi passi nel mondo del lavoro, mentre per i professionisti di ampliare il proprio bagaglio di competenze. In questo senso, la Gig Economy rappresenta uno strumento perfetto per accumulare esperienza sul campo, potendo collaborare contemporaneamente con più realtà differenti.

Inoltre, può essere un’occasione per acquisire nuovi contatti e per creare un proprio network: più persone si conoscono, più alta sarà la probabilità di ricevere delle “dritte” su eventuali offerte di lavoro. Al tempo stesso, tanti contatti e tante mansioni svolte si traducono in nuove referenze: i feedback positivi sono un ottimo biglietto da visita per bussare alla porta di una nuova azienda.

Nel caso in cui non si abbiano delle qualifiche specifiche per un determinato ruolo aziendale, iniziare a collaborare con questa realtà, anche se saltuariamente e svolgendo impieghi minori, è sicuramente un utile punto di partenza per metter in mostra le proprie abilità e per intraprendere una carriera all’interno di un’azienda.