Flessibilità in entrata: le tipologie di contratto

 

Somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato

Il contratto di somministrazione a tempo determinato e indeterminato (ex lavoro temporaneo) che, con la Legge Biagi, aveva visto ampliare le motivazioni che consentono il ricorso al lavoro somministrato (ammesso per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore e non più alle tre ragioni previste dalla 196/97), con la Riforma Fornero del 2012 è interessato dall'introduzione di altre importanti novità, prima tra tutte la possibilità di stipulare contratti di somministrazione a-causali (ovvero, senza specificare le ragioni tecniche, produttive, organizzative, etc, di cui sopra) esclusivamente per la prima missione in somministrazione a tempo determinato presso una determinata azienda e a condizione che la durata totale della stessa non superi i 12 mesi. Il rapporto tra somministratore (es. Kelly Services S.p.A.), utilizzatore (azienda cliente) e lavoratore rimane invariato. 

 

Lavoro a progetto

La riforma Fornero del 2012 introduce, per il lavoro a progetto, una novità sostanziale: il contratto dovrà essere chiaramente riconducibile ad uno o più progetti (e non più anche a programmi di lavoro o fasi di esso), determinati dal committente e gestiti in autonomia dal collaboratore, connessi ad un risultato finale. Inoltre, è necessario individuare uno specifico progetto, pena l'invalidità del rapporto di collaborazione. Il compenso non dev'essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico per ciascun settore d'attività e, in ogni caso, ai minimi salariali applicati nel settore a mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati.

 

Lavoro occasionale accessorio

 

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale rese da persone a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrate nel mercato del lavoro, oppure in procinto di uscirne. Questo tipo di contratto può essere stipulato in tutti i settori, con l'eccezione di quello agricolo, purchè venga rispettato il limite di lavore complessivo di 5000 € nell'anno solare, per la totalità dei committenti (il limite è di 2000 € a committente se si tratta di imprenditore commerciale o prefessionista).

 Possono svolgere attività di lavoro accessorio:

  • disoccupati da oltre un anno;

  • casalinghe, studenti e pensionati;

  • disabili e soggetti in comunità di recupero;

  • lavoratori extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro.

Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio i beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio (i cosiddetti voucher, ora diventati orari, numerati progressivamente e datati) del valore nominale di 7,5 euro. Il prestatore di prestazioni di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso uno o più enti o società concessionari, all'atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio, in misura pari a 5,8 euro per ogni buono consegnato. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.
 

Apprendistato

 

Il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie (rimangono valide le disposizioni vigenti in materia di diritto dovere all’istruzione/formazione):

  

  • Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione 
 

Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione i giovani e gli adolescenti che abbiano compiuto quindici anni. In questo caso il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e di formazione ha durata non superiore a tre anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale.

  • Apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso formazione sul lavoro e apprendimento di competenze tecnico-professionali 
 

Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato professionalizzante, per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e la acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, tutte le persone di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni.

  • Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione 
 

Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per conseguimento di un titolo di studio di livello secondario, per il conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, e per la specializzazione tecnica superiore tutte le persone di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni.

 

Part -Time

 

Il part-time è una soluzione contrattuale che prevede che la durata dell’orario di lavoro sia inferiore al tempo pieno. Il part time si divide in 3 tipologie:

  • orizzontale: riduzione dell’orario di lavoro giornaliero

  • verticale: la prestazione di lavoro avviene a tempo pieno, ma è limitata a giorni prestabiliti nella settimana, nel mese o nell’anno;

  • misto: prevede un orario misto tra part time verticale e orizzontale.

 

Vengono introdotte le clausole flessibili riferite al PT orizzontale e le clausole elastiche riferite al PT verticale o misto, che consentiranno al lavoratore di effettuare straordinari, prima vietati. Viene eliminato l’obbligo di depositare il contratto presso la Direzione Provinciale del Lavoro. Viene abrogato il diritto di precedenza dei lavoratori PT in caso di assunzioni a tempo pieno, nell’azienda presso la quale lavorano PT. Viene introdotta la possibilità di utilizzare il contratto part time anche in agricoltura.

 

 

 

Job on Call

 

Il contratto di lavoro intermittente è il contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa. Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato anche a tempo determinato. Nel contratto di lavoro intermittente è stabilita la misura di indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie, corrisposta al lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso garantisce la disponibilità al datore di lavoro in attesa di occupazione.

La riforma Fornero del luglio 2012 stabilisce che tale tipologia di contratto sia possibile solo per i lavoratori over 55 o under 24  o secondo le esigenze individuate dai specifici contratti collettivi.

Job Sharing

 

Il contratto di lavoro ripartito e' uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono insieme l'adempimento di una unica e identica obbligazione lavorativa.
Ogni lavoratore è personalmente e direttamente responsabile dell'adempimento della intera obbligazione lavorativa.
I lavoratori possono determinare discrezionalmente e in qualsiasi momento sostituzioni tra di loro, e modificare consensualmente la collocazione temporale dell'orario di lavoro, nel qual caso il rischio dell’impossibilita' della prestazione per fatti attinenti a uno dei coobbligati e' posta in capo all'altro obbligato.
Nel caso di impossibilità di uno o entrambi i lavoratori coobbligati eventuali sostituzioni da parte di terzi sono vietate e possono essere ammesse solo con il consenso del datore di lavoro.
Salvo diversa intesa tra le parti, le dimissioni o il licenziamento di uno dei lavoratori coobbligati comportano l'estinzione dell'intero vincolo contrattuale. Tale disposizione non trova applicazione se, su richiesta del datore di lavoro, l'altro prestatore di lavoro si renda disponibile ad adempiere l'obbligazione lavorativa, integralmente o parzialmente, nel qual caso il contratto di lavoro ripartito si trasforma in un normale contratto di lavoro subordinato.