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Come valutare i dipendenti senza comprometterne le motivazioni

​Per molte aziende l’estate coincide con le valutazioni annuali del personale. Ma comprimere il lavoro di un anno intero in un’unica valutazione fa davvero bene ai dipendenti? Nella maggior parte dei casi, si tratta di processi lunghi e spesso caratterizzati da domande piuttosto vaghe.

Anche le ricerche effettuate sul tema hanno evidenziato quanto le valutazioni annuali siano un pessimo modo per motivare i dipendenti. Un’indagine condotta da Gallup, ad esempio, ha rilevato che solo il 14% dei dipendenti concorda sul fatto che le valutazioni delle prestazioni li ispirano a migliorare. Mentre uno studio di Workhuman ha evidenziato che più di un lavoratore su due non consideri le valutazioni annuali funzionali al miglioramento delle proprie prestazioni.

Le valutazioni annuali, oltre a richiedere dispendio di tempo e risorse preziose, sottopongono i dipendenti ad un’enorme pressione.

Ecco perché è utile ripensare alle strategie per monitorare le prestazioni dei dipendenti. Queste non dovrebbero impattare negativamente sulla loro concentrazione e produttività, ma al contrario migliorarle.

In questo articolo, quindi, cercheremo di capire come i dipendenti e i datori di lavoro possano trovare nuovi modi per ispirare grandi prestazioni.

Un’idea obsoleta della valutazione delle prestazioni

Le tradizionali valutazioni annuali delle prestazioni spesso fanno ricadere tutta la pressione sul dipendente. Questo può creare un'atmosfera stressante, quasi conflittuale, che non favorisce conversazioni produttive o un sano equilibrio tra lavoro e vita privata.

Una nuova indagine, condotta da Travelers, ha rilevato che un terzo dei dirigenti si aspetta che i lavoratori rispondano o partecipino a chiamate di lavoro mentre sono alla guida. Uno sconcertante 86% ritiene che i dipendenti debbano rispondere alle comunicazioni di lavoro almeno qualche volta al di fuori dell'orario di lavoro. Ciò riflette un'idea obsoleta secondo cui le prestazioni sono una gara a chi "salta più in alto", piuttosto che un'esplorazione significativa di come le prestazioni lavorative abbiano contribuito al ruolo e al successo aziendale in termini reali.

Come cambiare l’approccio alla valutazione dei lavoratori

Obiettivi irrealistici, controlli rari, mancanza di comunicazione: tutto ciò può portare a risultati annuali di performance scarsi o fuorvianti. Questo spesso lascia i dipendenti frustrati e demotivati. Invece, revisioni più brevi, più regolari e più aperte possono aiutare le organizzazioni a identificare i problemi e a rispondere rapidamente alle sfide aziendali in evoluzione, dando ai lavoratori un maggiore senso di controllo e di scopo.

Molte aziende hanno già implementato modelli di performance flessibili e sistemi di tracciamento degli obiettivi. Noi di Kelly incoraggiamo la discussione aperta ogni volta che è necessario. Le valutazioni trimestrali possono essere un buon punto di partenza, ma l'obiettivo principale è creare una cultura in cui le prestazioni siano una conversazione continua e bidirezionale, basata sulle esigenze del datore di lavoro e dei dipendenti. Ricordate che non si tratta solo di chiedere KPI e obiettivi settimanali o mensili, ma anche di lasciare spazio per capire come si sente un dipendente e se c'è qualcosa che potete fare per sostenerlo in modo più efficace.

Come i dipendenti possono cambiare il loro approccio alle valutazioni

Bisogna, innanzitutto, ricordare che si tratta di una discussione sulle prestazioni e non di un colloquio di lavoro. È necessario, di conseguenza, impegnarsi a partecipare attivamente, a sostenere i propri risultati e a condividere i feedback positivi.

Una strategia utile in questo senso potrebbe essere quella di annotarsi tutti i piccoli successi che si accumulano nel tempo.

Altrettanto importante, poi, è la preparazione ad una riunione di valutazione. Ciò significa avere pronte le domande per il revisore o eventuali suggerimenti per migliorare il modo di lavorare.

È importante anche contattare il proprio capo o supervisore per richiedere regolare conversazioni su come stanno andando le cose. La maggior parte dei datori di lavoro risponderà positivamente alle persone che sono proattive e impegnate a ottenere ottime prestazioni.