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Tecnico elettromedicale: cosa fa e come trovare lavoro

Il tecnico elettromedicale è una figura indispensabile per ospedali e cliniche che devono lavorare con macchine evolute per la cura dei pazienti. Ecco cosa deve fare e come diventarlo


Con la diffusione sempre più massiccia della tecnologia in ospedali e cliniche, sono cambiate anche le figure necessarie al comparto sanitario per restare al passo coi tempi e accedere alle nuove possibilità di cura concesse dalle macchine introdotte sul mercato.

Un’evoluzione impetuosa, ancora in corso e in continuo cambiamento. Che ha fatto emergere sempre più il profilo del tecnico elettromedicale, che si occupa di mettere in opera, collaudare, manutenere e riparare le macchine necessarie per la cura dei pazienti, comprese le apparecchiature biomedicali.

Vediamo dunque di cosa si occupa nello specifico il tecnico delle apparecchiature elettromedicali e come si può diventarlo.

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Cosa fa il tecnico elettromedicale?

Il tecnico elettromedicale, o tecnico di apparecchiature medicali, si occupa di tutto il funzionamento delle macchine elettromedicali necessarie alla cura dei pazienti, dalla sua messa in opera fino alla manutenzione, all’assistenza tecnica e al suo smaltimento.

Anello fondamentale nel settore medico e delle life science, questo particolare tecnico lavora dunque confrontandosi con:

  • medici delle strutture mediche in cui viene utilizzata la macchina;

  • reparti commerciali e amministrativi delle aziende ospedaliere e delle cliniche;

  • aziende produttrici delle macchine;

  • rappresentanti locali delle aziende produttrici per l’eventuale ricerca di pezzi di ricambio e simili.

Il tecnico elettromedicale può dunque lavorare in diversi ambiti, ma principalmente in:

  • ospedali pubblici;

  • ospedali e cliniche private;

  • aziende che producono le apparecchiature;

  • come tecnico esterno autorizzato per curare la manutenzione delle macchine prodotte dalle aziende mediche.

L’attività del tecnico elettromedicale spazia dunque lungo tutto il ciclo di vita delle macchine elettromedicali e biomedicali, perché, a seconda del suo luogo di lavoro, può occuparsi di:

  • identificare le macchine più adatte alle esigenze della clinica in cui lavora, rapportandosi col personale medico e tecnico della struttura;

  • curare la messa in opera delle macchine, il collegamento alla rete e l’implementazione delle apparecchiature all’interno della struttura in cui opereranno;

  • seguire la manutenzione delle apparecchiature, periodica o straordinaria;

  • fare i collaudi necessari delle macchine, per consentirne il corretto funzionamento;

  • redigere rapporti di lavoro sull’attività svolta, da riportare in eventuali registri per avere una traccia continua delle attività svolte sulla macchina;

  • effettuare verifiche di sicurezza sulle apparecchiature;

  • curare l’aggiornamento tecnico e informatico delle macchine;

  • curare la calibratura delle macchine, per garantire il corretto funzionamento;

  • ricercare parti di ricambio in caso di guasto o usura.

Il lavoro del tecnico elettromedicale può svolgersi dunque all’interno di una clinica o di un ospedale, dove dovrà occuparsi di tutte le macchine che vengono installate e di sua competenza. Spesso all’interno di una “squadra” di tecnici ciascuno con compiti ben definiti.

Ma può anche svolgersi “a domicilio”, cioè nei diversi ospedali clienti se invece lavora per un’azienda produttrice. In questo caso si specializzerà nelle apparecchiature prodotte dalla sua azienda e si interfaccerà coi clienti per garantire l’installazione, la manutenzione e il corretto funzionamento.

Per questo il tecnico delle apparecchiature elettromedicali si trova spesso a lavorare in trasferta, generalmente con un mezzo aziendale o con un sistema di rimborso spese, perché dovrà:

  1. nel caso sia dipendente di una clinica, valutare presso l’azienda produttrice le diverse macchine utili alla sua struttura;

  2. nel caso invece sia dipendente di un’azienda produttrice, andare a verificare e seguire l’installazione delle macchine presso i clienti in qualsiasi momento sia necessario, visto che si tratta spesso di macchine necessarie alle cure;

  3. nel caso invece operi come tecnico esterno autorizzato, fare frequenti viaggi sia nelle aziende produttrici che nelle strutture mediche clienti.

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Come diventare tecnico di apparecchi elettromedicali?

Per lavorare come tecnico di apparecchi elettromedicali viene generalmente richiesto un diploma tecnico in ambito elettrico, elettrotecnico, informatico o meccanico, garantiti dagli istituti di tutta Italia.

A questo bagaglio di competenze si aggiunge poi spesso l’esperienza acquisita sul campo, fondamentale per conoscere il mercato, un aggiornamento continuo e la conoscenza delle novità del mercato.

Spesso è utile anche la conoscenza della lingua inglese, soprattutto nel caso il tecnico debba confrontarsi con i reparti commerciali e tecnici delle aziende produttrici estere. E è gradita anche una buona capacità di lavorare in team nel caso si debba coordinare una squadra di tecnici, oltre a una spiccata capacità di problem solving, tra le soft skills più richieste oggi dal mondo delle imprese. Indispensabile anche una buona capacità informatica, per gestire correttamente il funzionamento delle macchine.

Per diventare tecnico elettromedicale esistono anche molti corsi organizzati da enti di formazione in tutta Italia.

Proprio perché spesso il lavoro del tecnico elettromedicale si svolge in trasferta, è ovviamente richiesto anche il possesso della patente di tipo B.

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