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Bonus 200 euro, a chi spetta e come richiederlo

I​l Bonus 200 euro spetta ai lavoratori dipendenti pubblici e privati ma anche ad altre categorie. Non tutti però lo ricevono automaticamente. Ecco tutte le indicazioni utili per richiederlo


A breve milioni di lavoratori beneficeranno del Bonus 200 euro, la misura introdotta dal governo per sostenere gli italiani alle prese con l’aumento dell’inflazione. Si tratta di un’indennità una tantum, che quindi per il momento verrà erogata una volta sola a varie categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati che rispondono ad alcune caratteristiche, compresi parte dei lavoratori autonomi.

Il versamento verrà effettuato in maniera automatica o dopo presentazione di alcuni moduli di richiesta come autocertificazione del rispetto dei requisiti previsti.

Vediamo dunque come funziona e cosa bisogna fare per richiederlo.

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Che cos’è il Bonus 200 euro?

Il Bonus 200 euro è stato introdotto dal Decreto Aiuti (DL 50/2022) del 17 maggio 2022. Si tratta di un’indennità una tantum, erogata cioè una sola volta, che viene versata ai lavoratori dipendenti dai datori di lavoro nella busta paga erogata nel mese di luglio.

Il Bonus spetta una sola volta, anche se i lavoratori hanno più rapporti di lavoro, e non partecipa alla formazione del reddito imponibile, quello su cui vengono calcolate l’Irpef e le altre imposte. Si tratta dunque di 200 euro netti, su cui non bisogna pagare tasse o imposte, che viene pagata in modo automatico dal proprio datore di lavoro ma “previa dichiarazione  del lavoratore”, specifica il testo del Decreto, di non essere titolare di altri trattamenti di sostegno, che vediamo più avanti.


Chi ha diritto al bonus 200 euro?

Fin dal varo della misura ci sono stati dubbi interpretativi. Ma l’Inps è intervenuta di recente con la circolare 73 del 24 giugno per spiegare a chi spetti il Bonus una tantum di 200 euro.

I beneficiari della misura sono gli occupati a cui spetta, per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022, l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,80%, a condizione che la retribuzione imponibile non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro. Tra i beneficiari figurano anche:

  • lavoratori stagionali;

  • lavoratori intermittenti delle agenzie per il lavoro;

  • collaboratori;

  • lavoratori autonomi senza partita Iva (per quelli con partita Iva dovrebbe arrivare un provvedimento ad hoc);

  • lavoratori dello spettacolo;

  • lavoratori delle vendite a domicilio.

Una volta che il datore di lavoro ha versato il Bonus 200 euro, può ottenere il rimborso col sistema della compensazione del credito in sede di denuncia contributiva mensile.

Il datore di lavoro, come detto, deve riconoscere in modo automatico il Bonus, dopo che il lavoratore ha presentato una dichiarazione con cui attesta di non essere titolare di:

  • trattamenti pensionistici, a carico di qualsiasi forma previdenziale;

  • trattamenti di accompagnamento alla pensione;

  • Reddito di Cittadinanza.


Se il lavoratore è titolare di più rapporti di lavoro part-time dovrà presentare la dichiarazione a un solo datore di lavoro, che poi deve provvedere al pagamento dell’indennità. Il Bonus dev’essere pagato anche se lo stipendio del mese è azzerato per una serie di motivi come:

  • Cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria;

  • Fondo d’integrazione salariale;

  • Fondi di solidarietà;

  • Cassa integrazione speciale operai agricoli;

  • congedi.

Sono invece esclusi da queste modalità i lavoratori agricoli a tempo determinato perché per questa tipologia di rapporti di lavoro l’istituto della compensazione delle anticipazioni non è previsto.

L’autodichiarazione non è invece necessaria per i dipendenti pubblici la cui posizione viene gestita dal sistema informatico del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Potranno godere del Bonus 200 euro, e sempre con la mensilità di luglio 2022, anche i residenti in Italia che risultino titolari di:

  • pensione, a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria;

  • pensione o assegno sociale;

  • pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti;

  • trattamenti di accompagnamento alla pensione.

Per ottenere il Bonus, però, questi trattamenti devono avere decorrenza entro il 30 giugno 2022 e il reddito personale Irpef, al netto dei contributi, non deve essere superiore a 35.000 euro (per il 2021).

Riceve l’indennità anche chi, nel mese di giugno, è titolare di:

  • Naspie Dis-Coll;

  • disoccupazione agricola per il 2022 (di competenza 2021);

  • indennità Covid-19 prevista dai decreti Sostegni e Sostegni bis.

Chi appartiene a queste categorie non deve presentare domanda: il Bonus viene pagato direttamente dall’Inps.

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Quando arrivano i 200 euro?

A luglio 2022 viene pagato il Bonus 200 euro a:

  • lavoratori dipendenti;

  • nuclei beneficiari del Reddito di cittadinanza;

  • lavoratori domestici;

  • titolari di uno o più pensione, trattamenti di accompagnamento alla pensione o assegno sociale.

Il Bonus 200 euro verrà invece pagato a ottobre 2022 a:

  • titolari di Naspi e Dis-Coll;

  • chi riceve la disoccupazione agricola 2021;

  • a coloro che già ricevono le ex indennità Covid 2021:

  • ai lavoratori delle categorie che devono presentare domanda.


Bonus 200 euro, come richiederlo

Per ottenere il Bonus 200 euro devono invece presentare richiesta:

  • lavoratori con collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata e con un contratto attivo alla data del 18 maggio 2022, oltre che con un reddito non superiore a 35.000 euro per il 2021;

  • lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittenti dipendenti dalle agenzie per il lavoro con almeno 50 giornate di lavoro nel 2021, con un reddito non superiore a 35.000 euro. Sono compresi anche i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo;

  • lavoratori autonomi occasionali senza partita Iva e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie iscritti alla Gestione separata al 18 maggio 2022, che abbiano versato almeno un mese i contributi nell’anno 2021;

  • lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello Spettacolo con 50 contributi giornalieri nel 2021, ma con un reddito non superiore a 35.000 euro;

  • lavoratori incaricati di vendite a domicilio, con partita Iva e iscritti alla Gestione separata al 18 maggio 2022, che hanno conseguito un reddito superiore a 5.000 euro per questa attività.

Il termine di presentazione della domanda per questi lavoratori è fissato dall’Inps al 31 ottobre 2022.

L’Inps segnala anche il caso dei lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, e degli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, che potrebbero ricevere il Bonus perché titolari di un rapporto di lavoro subordinato nel mese di luglio 2022. Questi non devono fare domanda perché possono ricevere il Bonus 200 euro dal datore di lavoro di quel mese.

Per quanto riguarda invece i lavoratori domestici, il Bonus viene versato anche a chi è assicurato alla Gestione lavoratori domestici dell’Inps, con almeno un rapporto di lavoro in essere al 18 maggio 2022, un reddito 2021 non superiore a 35.000 euro e che non abbiano altre attività di lavoro dipendente o di pensione.

I lavoratori domestici devono comunque presentare una domanda entro il 30 settembre 2022.

Per chi invece è già titolare del Reddito di cittadinanza, l’Inps spiega che il Bonus 200 euro verrà versato aumentando la rata di luglio della misura, a meno che i membri della famiglia non abbiano già ricevuto l’indennità perché appartenenti a categorie già destinatarie del Bonus.

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