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Scaglioni Irpef: quali sono e come calcolarla

La legge di bilancio 2022 ha modificato scaglioni Irpef e aliquote. Vediamo come si calcolano e quali sono le novità anche sulle detrazioni


L’Irpef è la principale imposta sul reddito pagata da lavoratori e pensionati. È organizzata per scaglioni e aliquote che garantiscono la progressività della tassa, ovvero il suo aumentare con la crescita del reddito.

La legge di bilancio 2022 è intervenuta modificando sia gli scaglioni che le aliquote applicate, oltre che cambiando il sistema di detrazioni collegato alla sua applicazione e anche il cosiddetto “bonus Renzi”, cioè i vecchi 80 euro aggiuntivi poi innalzati a 100 euro, che cambia in maniera significativa.

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Che cos’è l’Irpef?

Irpef è la sigla di “Imposta sul reddito delle persone fisiche”, ed è quindi l’imposta che si applica a:

  • lavoratori dipendenti;

  • pensionati;

  • lavoratori autonomi;

  • soci di impresa.

Si tratta di un’imposta progressiva, che cioè aumenta il suo peso col crescere del reddito disponibile secondo un sistema di aliquote e scaglioni. L’imposta lorda, come spiega l’Agenzia delle entrate, si ottiene dunque applicando al reddito disponibile i diversi scaglioni previsti dalle norme, sottraendo però i cosiddetti oneri deducibili, cioè le spese che possono essere detratte dal reddito e dunque non concorrono alla determinazione dell’imponibile.

Il pagamento può avvenire con una trattenuta diretta alla fonte, cioè ogni mese nella busta paga dei lavoratori dipendenti o dei pensionati, oppure al momento della dichiarazione dei redditi per i redditi da lavoro autonomo.

Quali sono le aliquote Irpef 2022?

Le nuove aliquote e i nuovi scaglioni per il calcolo dell’imposta introdotti con la legge di bilancio per i redditi ottenuti dal 1° gennaio 2022 sono:

Reddito imponibile
(per scaglioni)

2022

Aliquota
(per scaglioni)

2022

Imposta dovuta sui redditi intermedi nei diversi scaglioni

2022

redditi fino a 15.000 euro 

23%

23% sull’intero importo (= 3.450,00)

da 15.001 fino a 28.000 euro

25%

3.450 euro + 25% sul reddito che supera i 15.000 euro fino a 28.000 euro

da 28.001 fino a 50.000 euro

35%

6.700 euro + 35% sul reddito che supera i 28.000 euro fino a 50.000 euro

oltre 50.001 euro

43%

14.400 euro + 43% sul reddito che supera i 50.000 euro

Per le dichiarazioni sui redditi ottenuti fino al 31 dicembre 2021, invece, si applicano ancora le vecchie aliquote, ovvero:

Reddito imponibile
(per scaglioni)

2021

Aliquota
(per scaglioni)

2021

Imposta dovuta sui redditi compresi negli scaglioni

2021

fino a 15.000 euro

23%

23% sull’intero importo (= 3.450,00)

oltre 15.000 euro e fino a euro 28.000

27%

3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000

oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro

38%

6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000

oltre euro 55.000 euro e fino a 75.000 euro

41%

17.220 + 41% parte eccedente 55.000

oltre a 75.000 euro 

43%

25.420 + 43% parte eccedente 75.000

Risulta chiaro quindi che la legge di bilancio ha ridotto il numero degli scaglioni di reddito da cinque a quattro e modificato le aliquote per il calcolo dell’Irpef dovuta.

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Come si calcolano gli scaglioni Irpef?

Cosa significano queste tabelle? Che i contribuenti con un reddito che nel 2022 rientrano nel primo scaglione, fino a 15.000 euro, devono pagare un’imposta pari al 23% del reddito complessivo, ovvero 3.450 euro se il reddito è esattamente 15.000. Niente è dovuto se invece questo reddito rimane sotto a una soglia, detta “No tax area”, che è differente tra lavoratori, pensionati e autonomi.

Per i redditi che eccedono il primo scaglione, si applica invece l’aliquota successiva, che nel caso del 2022 è del 25% fino alla soglia superiore di 28.000 euro. Cosa importante: l’aliquota si applica solo ai redditi che rientrano all’interno di quello scaglione, non a tutto il reddito complessivo.

Ovvero, facendo un esempio:

se il reddito è di 25.000 euro, si pagherà dunque il 23% fino a 15.000 euro, cioè 3.450 euro, cui si andrà a sommare il 25% della fascia di reddito compresa tra 15.000 e i 25.000 euro, cioè altri 2.500 euro. L’Irpef lorda in questo caso, senza tener conto delle detrazioni fiscali Irpef, sarà dunque di 5.950 euro.

L’imposta netta, invece, è ottenuta sottraendo le detrazioni e i crediti d’imposta dovuti.

La legge di bilancio ha anche modificato il sistema di detrazionispettanti, che diventano di:

  1. 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro; l’ammontare della detrazione effettiva non può essere inferiore a 690 euro; per i rapporti di lavoro a tempo determinato, non può invece essere inferiore a 1.380 euro;

  2. 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;

1.910 + 1.190 x (28.000-reddito complessivo) / 13.000

  1. 1.910 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro:

1.910 x (50.000 - reddito complessivo) / 22.000

Se il reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ma non a 35.000 euro, la detrazione viene aumentata di 65 euro.

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