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Business analyst: chi è, cosa fa e come trovare lavoro

L’analista degli affari, o business analyst, è chiamato a valutare e rendere più snelli ed efficienti i processi aziendali per aumentare il business. Ecco tutto quello che bisogna sapere su questa figura chiave del mercato del lavoro


Analizzare i processi, identificare le inefficienze, implementare soluzioni, valutare i risultati. Sono tutti compiti che all’interno di un’azienda vengono affidati al business analyst, una figura chiave per guidare le decisioni strategiche, migliorare i processi aziendali e raggiungere gli obiettivi fissati.

Si tratta dunque di una professione di alto valore strategico che può ambire a ruoli di alta responsabilità all’interno delle aziende e deve avere una formazione multiforme, tra l’economia e la matematica, tra l’ingegneria gestionale e l’informatica. Muovendosi in un campo, quello dell’analisi dei dati e dei big data, che è in fortissimo sviluppo.

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Cosa fa un business analyst?

Il business analyst, o analista degli affari, si occupa di esaminare e valutare i processi aziendali per renderli più snelli ed efficaci, proponendo soluzioni innovative per supportare i responsabili nelle scelte strategiche di business.

Una volta identificati i processi e le tecnologie da inserire in azienda, si occupa poi di identificare i parametri (i KPI, indicatori chiave di prestazione) utili a misurare i risultati raggiunti e dell’attività di reporting finale per comunicare al vertice aziendale o al project manager gli obiettivi raggiunti. Si confronta inoltre col data scientist, se presente in azienda.

Quindi generalmente nel corso della sua attività il business analyst deve:

  • analizzare la situazione attuale e i processi adottati in azienda;

  • identificare i dati esistenti e quelli più utili a misurare le prestazioni;

  • aiutare a identificare i bisogni e gli obiettivi finali che l’azienda o l’area di riferimento vuole perseguire;

  • cercare le soluzioni che possono essere adottate per migliorare i processi;

  • seguire l’adozione delle nuove soluzioni;

  • verificare i risultati raggiunti;

  • occuparsi della comunicazione dei risultati e del reporting con tutti i soggetti coinvolti e gli stakeholders.


Quali sono i compiti di un business analyst?

Tra i compiti principali comuni a tutte le tipologie di business analyst, negli annunci di lavoro troviamo dunque spesso:

  • fornire assistenza alla direzione sull’attuazione di strategia e attività;

  • preparare materiali come presentazioni interne, memorandum informativi, brochure, report specifici;

  • lavorare sull’analisi di potenziali opportunità di investimento;

  • stabilire il budget necessario all’implementazione dei progetti individuati;

  • supportare la gestione attraverso la partecipazione a incontri esterni con consulenti, partner e clienti;

  • mappare le inefficienze ed eventuali colli di bottiglia nell’organizzazione aziendale che rallentano l’attività e impediscono di raggiungere gli obiettivi;

  • valutare le competenze dei collaboratori, rapportandosi col settore HR;

  • progettare modelli, processi e soluzioni;

  • lavorare su progetti di trasformazione digitale e reingegnerizzazione dei processi aziendali.

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Cosa studiare per diventare business analyst?

Non c’è un corso di studi specifico per trovare impiego come business analyst. Ovviamente servono competenze di economia, matematica, informatica e business administration. Per questo generalmente gli analisti del business arrivano da corsi di laurea in economia aziendale, ingegneria gestionale, matematica o anche da percorsi informatici, nel caso in cui il business analyst si occupi prevalentemente di questi aspetti.

All’interno della categoria della business analysis, esistono poi diverse tipologie di figure, che possono richiedere esperienze e specializzazioni particolari, come:

  1. IT business analyst: si occupa principalmente di information technology e di soluzioni informatiche applicate al business, e si confronta coi tecnici informatici e gli ingegneri del software;

  2. Sales business analyst: analizza i dati di vendita, verifica la redditività, cura il forecast delle vendite e si rapporta soprattutto col settore commerciale all’interno di un’azienda;

  3. CRM business analyst: gestisce i dati relativi ai clienti e segue il monitoraggio delle risposte alle campagne avviate per aumentare il business;

  4. Supply chain business analyst: cura il miglioramento della catena di fornitura aziendale, per migliorare e rendere più veloci ed efficaci gli approvvigionamenti dalla supply chain.

A queste competenze tecniche, hard skills, si aggiungono poi anche soft skills molto importanti, che le aziende ricercano per assicurarsi che il business analyst riesca a inserirsi e a comunicare con i vari settore aziendali coinvolti nella sua attività, con tutti gli stakeholders:

  • capacità di comunicazione, per far dialogare i diversi settori aziendali e spiegare correttamente l’implementazione dei nuovi processi e i risultati raggiunti;

  • problem solving, indispensabile per identificare e risolvere i problemi che rendono meno efficiente l’attività aziendale;

  • spiccate doti di analisi e organizzazione;

  • capacità di scrittura chiara e di stesura reportistica dettagliata;

  • competenze informatiche e conoscenza dei software di gestione dati;

  • esperienza nella gestione di banche dati;

  • capacità di analizzare il mercato e competenze di marketing.


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Quanto guadagna un business analyst?

In Italia lo stipendio medio di un business analyst si aggira attorno ai 30-35.000 euro l’anno. Ovviamente per le figure junior alle prime esperienze bisogna prevedere stipendi d'ingresso più bassi, tra i 20 e i 24.000 euro, mentre per le figure con più esperienza, che assumono con gli anni maggiori responsabilità, lo stipendio può raggiungere e superare i 50.000 euro l’anno.