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Detrazioni figli a carico: cosa sono e come richiederle

​Lo Stato riconosce degli “sconti” Irpef per i contribuenti con figli a carico. Si tratta di detrazioni che consentono di ridurre la tassazione finale che variano a seconda del reddito e della composizione del nucleo familiare. Ecco cosa bisogna sapere per calcolarle


Per alleggerire la pressione fiscale sui genitori che hanno figli a carico, l’Agenzia delle entrate riconosce detrazioni sull’Irpef che variano a seconda del reddito e aumenta nel caso di famiglie numerose. Le detrazioni sono riconosciute in genere a entrambi i genitori, anche se sono possibili accordi diversi tra i coniugi, e vengono aumentate in presenza di più figli a carico o di un figlio o più figli con disabilità certificate.

Vediamo come funziona il calcolo per trovare le detrazioni esatte per l’anno 2021, quindi sui redditi conseguiti nell’anno 2020.

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Come funziona la detrazione figli a carico?

Come spiegato dall’Agenzia delle entrate nel portale tematico apposito, ogni contribuente che ha figli a carico può chiedere e ottenere una detrazione dall’Irpef che varia a seconda del suo reddito complessivo. Essa infatti si riduce progressivamente e poi si annulla a partire dai 95.000 euro di reddito.

  • Per quanto riguarda i familiari a carico, avverte l’Agenzia, si considera fiscalmente a carico una persona che abbia a disposizione un reddito inferiore o uguale a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Solo per i figli di età non superiore ai 24 anni, dal 1° gennaio 2019 questo limite è aumentato fino a 4.000 euro.

Nel calcolo di questo reddito, necessario perché la persona in questione sia considerata fiscalmente a carico del familiare, l’Agenzia delle entrate specifica che vanno compresi anche:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;

  • le retribuzioni che arrivano da enti e organismi internazionali;

  • le quote di reddito da lavoro dipendente continuativo prestato nelle zone di frontiera e in Paesi limitrofi e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nello Stato;

  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato a imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per i giovani imprenditori e lavoratori in mobilità;

  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato a imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per chi esercita attività d’impresa, arti o professioni.

La detrazione denominata di base, che serve a calcolare la detrazione effettivamente spettante, per il 2021 è pari a:

  • 1.220 euro, per un figlio al di sotto dei 3 anni;

  • 950 euro, per un figlio dai 3 anni in su.

Se nella famiglia ci sono più di tre figli a carico, la detrazione prevista aumenta di200 euro per ciascun figlio, inserendo nel calcolo anche il primo figlio.

L’agenzia prevede un’ulteriore detrazione nel caso in cui il figlio a carico sia disabile: in questo caso l’importo viene aumentato di 400 euro.

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Come si calcolano le detrazioni per i figli a carico?

Per calcolare la detrazione che spetta nel concreto bisogna moltiplicare la detrazione teorica che spetta per i figli fiscalmente a carico per un coefficiente che si ottiene dal rapporto tra 95.000, che deve essere diminuito del reddito complessivo, e 95.000.

La formula per il calcolo sarà dunque:

detrazione teorica X [(95.000 - reddito complessivo)/95.000]

Quindi, per fare un esempio con un contribuente che nella dichiarazione dei redditi dichiari un reddito complessivo annuo di 50.000 euro e chieda la detrazione per un figlio disabile a carico di 10 anni:

1.350 (detrazione base) X [(95.000 - 50.000)/50.000] = 1.350 X 0,9 = 1.215 euro

Se poi i figli sono più di uno, l’importo di 95.000 indicato nella formula va aumentato per ogni figlio successivo al primo di 15.000 euro, sia al numeratore che al denominatore (quindi sia sopra che sotto la frazione). Sarà quindi di 110.000 euro nel caso di due figli a carico, di 125.000 per tre figli e 140.000 per quattro e così a crescere.

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Come si dividono le detrazioni per i figli a carico tra genitori?

Le detrazioni vanno divise al 50% nel caso di genitori che non siano legalmente ed effettivamente separati. Altrimenti, ma solo se c’è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire la detrazione al genitore col reddito più alto, per evitare che parte della detrazione venga persa nel caso in cui ci sia un coniuge a carico in situazione di incapienza