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Detrazioni lavoro dipendente: a quanto ammontano e come calcolarle

Le detrazioni fiscali consentono al contribuente di pagare meno tasse, ottenendo quindi più soldi in busta paga nel caso in cui si percepisca un reddito da lavoro dipendente. A queste detrazioni ne sono state poi aggiunte di nuove anno dopo anno, come il nuovo “bonus Renzi”. Ecco tutto quello che c’è da sapere e come calcolarle

Quando spettano le detrazioni da lavoro dipendente?

Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente spettano a chi abbia un rapporto di lavoro subordinato, ma anche a chi ha contratti di collaborazione o percepisce l’indennità di disoccupazione. Sono regolamentate dal Testo unico n. 917 del dicembre 1986, e in particolare dall’articolo 13 che definisce le “altre detrazioni” che spettano ai cittadini.

Le detrazioni consentono di ridurre il peso della tassazione sul reddito imponibile Irpef, con un andamento progressivo che diminuisce all’aumentare del reddito. Questo per favorire chi ha redditi bassi garantendo così quella progressività della tassazione che è previsto fin dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Vengono riconosciute dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta e devono essere poi dichiarate nella dichiarazione dei redditi.

Oltre a chi ha un rapporto di lavoro subordinato, come accennato, le detrazioni spettano anche ad altre categorie di lavoratori e di contratto assimilate al lavoro dipendente dall’art. 50 del TUIR già citato. Tra questi i più diffusi sono:

  1. i compensi percepiti dai soci lavoratori delle cooperative;

  2. i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;

  3. borse di studio e assegni di formazione professionale;

  4. compensi per collaborazioni coordinata e continuativa;

  5. i compensi corrisposti dallo Stato per l’esercizio di pubbliche funzioni;

  6. le remunerazioni dei sacerdoti;

  7. le prestazioni pensionistiche;

  8. i compensi dei lavoratori socialmente utili.

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Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente?

Il testo unico del 1986 definisce nel dettaglio l’ammontare delle detrazioni a seconda degli scaglioni di reddito:

Reddito complessivo

Detrazioni spettanti per lavoro dipendente o assimilato

fino a 8.000 euro

1.880 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato non può essere inferiore a 1.380 euro

da 8.000 a 28.000 euro

978 + 902 x (28.000 - reddito complessivo) / 20.000

da 28.000 a 55.000 euro

978 x (55.000 - reddito complessivo) / 27.000

oltre 55.000 euro

0

L’importo indicato deve però essere rapportato al periodo di lavoro nell’anno intero, e quindi calcolato sulla base del numero effettivo di giorni di contratto.

Per esempio per un lavoratore dipendente con un reddito complessivo di 24.000 euro che abbia lavorato tutto l’anno, la detrazione è di 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo di 24.000 euro, e 20.000 euro. Quindi:

978 + 902 x (28.000 - 24.000) / 20.000 = 1.158,4 euro.

Le detrazioni da lavoro dipendente: il nuovo "Trattamento integrativo"

Col Decreto n.3 del 2020, è stato riformato il cosiddetto “bonus Renzi”, l’ulteriore detrazione da 80 euro riconosciuta ai lavoratori dipendenti con redditi più bassi, che è stato sostituito da una nuova misura con applicazione più larga e importi ritoccati, il "Trattamento integrativo Legge 21/2000".

A partire dal 1° luglio 2020 e per tutto il 2021 è stato inserito un credito Irpef di 100 euro mensili per tutti i lavoratori dipendenti o assimilati che abbiano un reddito imponibile Irpef annuo tra un minimo di 8.174 euro e un massimo di 28.000 euro.

Oltre i 28.000 euro il bonus viene riconosciuto sotto forma di ulteriore detrazione, ma con un meccanismo di riduzione proporzionale all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi dai 40.000 euro in su.

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Le detrazioni per i carichi familiari

Il legislatore riconosce una detrazione anche per chi abbia familiari a carico con redditi inferiori a 2.840,51 euro, o fino a 4.000 euro nel caso di figli con età superiore a 24 anni.

Chi rientra in queste categorie gode di uno “sconto” fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi. I familiari a carico sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

  • i figli anche adottivi.

Vengono poi riconosciuti come familiari a carico, a patto che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari che non derivino da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, anche:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

  • i discendenti dei figli;

  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali);

  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);

  • i generi e le nuore;

  • il suocero e la suocera.