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Detrazioni lavoro dipendente: a quanto ammontano e come calcolarle

Le detrazioni fiscali consentono al contribuente di pagare meno tasse, ottenendo quindi più soldi in busta paga nel caso in cui si percepisca un reddito da lavoro dipendente. Con la riforma delle aliquote Irpef inserita nella legge di bilancio 2022, sono cambiate anche le detrazioni lavoro dipendente. Ecco tutto quello che c’è da sapere e come calcolarle


Quando spettano le detrazioni da lavoro dipendente?

Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente spettano a chi abbia un rapporto di lavoro subordinato, ma anche a chi ha contratti di collaborazione o percepisce l’indennità di disoccupazione. Sono regolamentate dal Testo unico n. 917 del dicembre 1986, e in particolare dall’articolo 13 che definisce le “altre detrazioni” che spettano ai cittadini.

Le detrazioni consentono di ridurre il peso della tassazione sul reddito imponibile Irpef, con un andamento progressivo che diminuisce all’aumentare del reddito. Questo per favorire chi ha redditi bassi garantendo così quella progressività della tassazione che è previsto fin dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Vengono riconosciute dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta e devono essere poi dichiarate nella dichiarazione dei redditi.

Oltre a chi ha un rapporto di lavoro subordinato, come accennato, le detrazioni spettano anche ad altre categorie di lavoratori e di contratto assimilate al lavoro dipendente dall’art. 50 del TUIR già citato. Tra questi i più diffusi sono:

  1. i compensi percepiti dai soci lavoratori delle cooperative;

  2. i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;

  3. borse di studio e assegni di formazione professionale;

  4. compensi per collaborazioni coordinata e continuativa;

  5. i compensi corrisposti dallo Stato per l’esercizio di pubbliche funzioni;

  6. le remunerazioni dei sacerdoti;

  7. le prestazioni pensionistiche;

  8. i compensi dei lavoratori socialmente utili.

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Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente 2021?

Il testo unico del 1986 definisce nel dettaglio l’ammontare delle detrazioni a seconda degli scaglioni di reddito. Prima della manovra di bilancio 2022 dunque le aliquote erano fissate in questo modo e vanno considerate valide fino ai redditi dichiarati nell’anno fiscale 2021:

Reddito complessivo

Detrazioni spettanti per lavoro dipendente o assimilato

fino a 8.000 euro

1.880 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato non può essere inferiore a 1.380 euro

da 8.000 a 28.000 euro

978 + 902 x (28.000-reddito complessivo) / 20.000

da 28.000 a 55.000 euro

978 x (55.000 - reddito complessivo) / 27.000

oltre 55.000 euro

0

L’importo indicato deve però essere rapportato al periodo di lavoro nell’anno intero, e quindi calcolato sulla base del numero di giorni di contratto.

Per esempio per un lavoratore dipendente che nel 2021 ha ottenuto un reddito complessivo di 24.000 euro e abbia lavorato tutto l’anno, la detrazione è di 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo di 24.000 euro, e 20.000 euro. Quindi:

978 + 902 x (28.000 - 24.000) / 20.000 = 1.158,4 euro.

Come saranno le nuove aliquote Irpef 2022?

La manovra di bilancio 2022, come detto, ha modificato le aliquote Irpef riducendole da cinque a quattro, con l’obiettivo, dichiarato dal governo, di diminuire la pressione fiscale per i redditi medio-bassi. Le nuove aliquote Irpef 2022 sono dunque riclassificate così:

  • fino a 15.000 euro di reddito: aliquota del 23%;

  • da 15.001 a 28.000 euro di reddito: aliquota del 25%;

  • da 28.001 a 50.000 euro di reddito: aliquota del 35%;

  • oltre i 50.000 euro di reddito: aliquota del 43%.

Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente 2022?

Col cambio delle aliquote Irpef, è stato dunque aggiornato anche l’insieme delle detrazioni lavoro dipendente per l’anno fiscale 2022 per ogni fascia di reddito, così come definito dalla legge di bilancio 2022. Le vecchie detrazioni Irpef restano dunque valide fino ai redditi ottenuti nell’anno fiscale 2021.

Reddito complessivo 2022

Detrazioni spettanti per lavoro dipendente o assimilato 2022

fino a 15.000 euro

1.880 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato non può essere inferiore a 1.380 euro

da 15.000 a 28.000 euro

1.910 + 1.190 x (28.000-reddito complessivo) / 13.000

da 28.000 a 50.000 euro

1.910 x (50.000 - reddito complessivo) / 22.000

oltre 50.000 euro

0


Per impedire che ci fossero scompensi eccessivi, poi, la legge di bilancio 2022 precisa che la detrazione viene aumentata di un importo pari a 65 euro, se il reddito complessivo è  superiore  a 25.000 euro ma non a 35.000 euro.

Le detrazioni da lavoro dipendente: il nuovo “bonus Renzi”

Col Decreto n.3 del 2020, è stato riformato il cosiddetto “bonus Renzi”, l’ulteriore detrazione da 80 euro riconosciuta ai lavoratori dipendenti con redditi più bassi, che è stato sostituito da una nuova misura con applicazione più larga e importi ritoccati.

A partire dal 1° luglio 2020 e per tutto il 2021 è stato inserito un credito Irpef di 100 euro mensili per tutti i lavoratori dipendenti o assimilati che abbiano un reddito imponibile Irpef annuo tra un minimo di 8.174 euro e un massimo di 28.000 euro.

Oltre i 28.000 euro il bonus viene riconosciuto, ma con un meccanismo di riduzione proporzionale all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi dai 40.000 euro in su.

Come cambia il “bonus Renzi” nel 2022?

La modifica agli scaglioni Irpef 2022 ha portato cambiamenti anche al vecchio “bonus Renzi”, ovvero la detrazione fiscale aggiuntiva che fino al 2021 valeva 1.200 euro l’anno, ovvero 100 euro al mese. Il bonus Irpef continuerà infatti a essere riconosciuto ai lavoratori dipendenti che abbiano redditi inferiori ai 15.000 euro, ma resterà in parte anche per chi non supera i 28.000 euro di reddito annuo, ma solo a specifiche condizioni.

In particolare, dai 15.000 ai 28.000 euro di reddito il bonus potrebbe non essere riconosciuto o essere riconosciuto solo in parte se l’insieme delle altre detrazioni supera l’imposta lorda dovuta.


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Le detrazioni per i carichi familiari

Il legislatore riconosce una detrazione anche per chi abbia familiari a carico con redditi inferiori a 2.840,51 euro, o fino a 4.000 euro nel caso di figli con età superiore a 24 anni.

Chi rientra in queste categorie gode di uno “sconto” fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi. I familiari a carico sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

  • i figli anche adottivi (per questa categoria sono intervenute modifiche con l’introduzione del nuovo assegno unico, a partire dal 1° marzo 2022, ma solo per i figli under 21);

  • gli altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi con il contribuente.

Possono essere considerati a carico anche altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

  • i discendenti dei figli;

  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali);

  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);

  • i generi e le nuore;

  • il suocero e la suocera.