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Bonus lavoratori stagionali: tutto quello che c'è da sapere

Tra le categorie più colpite dalla pandemia ci sono i lavoratori stagionali e in somministrazione, che non sono stati tutelati dagli ammortizzatori sociali o dal blocco dei licenziamenti. Ecco tutti gli aiuti introdotti dal governo per sostenerli



Lavoratori dello spettacolo, lavoratori in somministrazione e lavoratori stagionali del turismo sono tra le categorie più colpite dalle conseguenze economiche della pandemia da Covid-19. Non avendo infatti un contratto di lavoro stabile, tutelato dagli ammortizzatori sociali e dal blocco dei licenziamenti, sono rimasti a casa in massa quando il lockdown e le misure prese dal governo per tutelare la salute pubblica hanno impedito la regolare attività di questi settori economici.



Gli aiuti introdotti dal governo

Proprio per questo il governo è intervenuto più volte per sostenere questi lavoratori, prima con l’indennità onnicomprensiva da 1.000 euro (Decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104), ripetuta poi dal Decreto Ristori di ottobre e dal decreto-legge del 30 novembre 2020.

Alle stesse categorie di lavoratori sono stati poi destinati gli aiuti del Decreto Sostegni di marzo 2021 e del Decreto Sostegni bis approvato nel maggio scorso, che hanno innalzato gli aiuti destinati alle stesse categorie prima con una rata da 2.400 euro e poi con un nuovo sostegno da 1.600 euro.

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A chi spettano gli aiuti?

Come ha spiegato l’Inps con una serie di messaggi emanati nel corso dei mesi, questi aiuti sono destinati ad alcune categorie di lavoratori interessate dall’indennità Covid-19, e in particolare:

  • i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;

  • i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;

  • i lavoratori intermittenti;

  • i lavoratori autonomi occasionali;

  • i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;

  • i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;

  • i lavoratori dello spettacolo.

Ci sono poi indennità previste anche per gli operai agricoli a tempo determinato, da 800 euro per chi nel 2020 ha svolto almeno 50 giornate di lavoro, e di 950 euro per i pescatori autonomi di acque marittime, interne o lagunari, compresi i soci delle cooperative.



Quali sono i requisiti necessari?

Ferme restando le categorie interessate, l’Inps ha spiegato con una circolare le caratteristiche necessarie per potere ricevere le due indennità.

Per i lavoratori stagionali turistici e delle terme, anche in somministrazione:

  • il lavoratore deve aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 26 maggio 2021, data di entrata in vigore del Decreto Sostegni Bis;

  • essere titolari di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del Decreto Sostegni Bis (il 26 maggio 2021), nei settori interessati, che abbiano però una durata complessiva di almeno trenta giornate;

  • non essere titolari, all’entrata in vigore del decreto, di una qualche pensione e di un rapporto di lavoro dipendente;

  • l’accesso all'indennità, precisa l’Inps, è concesso anche ai lavoratori che una volta cessato il rapporto di lavoro stagionale hanno instaurato un altro lavoro subordinato, a condizione che anche questo sia cessato alla data del 27 maggio 2021.


Per i lavoratori dipendenti stagionali e in somministrazione inquadrati in settori diversi da quelli del turismo e delle terme, tranne agricoltura:

  • il lavoratore deve aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 26 maggio 2021, data di entrata in vigore del Decreto Sostegni Bis;

  • devono avere svolto l’attività lavorative per almeno trenta giornate;

  • gli stessi non devono avere instaurato un altro rapporto di lavoro a tempo indeterminato;

  • non devono essere titolari di un assegno pensionistico.


Per i lavoratori intermittenti:

  • aver lavorato dal 1° gennaio 2019 al 26 maggio 2020 per almeno trenta giornate, sia per coloro che sono stati titolari di un contratto a chiamata con obbligo alla risposta che per quelli che avevano un contratto senza obbligo;

  • non devono essere titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

  • non devono essere titolari di un assegno pensionistico diretto.


Per i lavoratori occasionali:

  • devono essere stati titolari di contratti occasionali tra il 1° gennaio 2019 e il 26 maggio 2021, secondo quanto definito dall’articolo 2222 del codice civile;

  • non devono avere un contratto di questa categoria attivo al 27 maggio 2021;

  • devono essere iscritti nell’arco temporale descritto alla Gestione separata, con accredito di almeno un mese di contributi;

  • non devono essere titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

  • non devono essere titolari di un assegno pensionistico.


Per i lavoratori incaricati delle vendite a domicilio:

  • reddito superiore a 5.000 euro annui nel 2019;

  • titolari di partite Iva;

  • iscritti alla Gestione separata;

  • nessun rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato alla data di richiesta;

  • nessuna pensiona diretta.


Per i lavoratori a tempo determinato del settore del turismo:

  • titolari di contratto a termine tra il 1° gennaio 2019 e il 26 maggio 2021 per almeno 30 giornate;

  • essere stati titolari di uno o più contratti a termine negli stessi settori nell’anno 2018, per almeno trenta giornate;

  • nessuna pensione al 26 maggio 2021;

  • nessun lavoro dipendente al 27 maggio 2021.


Per i lavoratori dello spettacolo:

  • iscritti al Fondo pensioni lavoratori spettacolo;

  • almeno 30 contributi giornalieri tra il 1° gennaio 2019 e il 26 maggio 2021;

  • reddito 2019 inferiore ai 75.000 euro;

  • nessuna pensione diretta;

  • nessun contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato al 27 maggio 2021;

  • in alternativa l’indennità da Covid-10 almeno sette contributi giornalieri  nello stesso periodo, con un reddito non superiore a 35.000 euro.


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Come si richiedono le indennità?

La richiesta può essere fatta sul portale online dell’Inps, dove è attivo il servizio da pochi giorni, con il codice fiscale e il PIN  rilasciato dall’Istituto. Oppure con un’identità SPID, una carta d’identità elettronica o una Carta nazionale dei servizi (CNS). Per i lavoratori già beneficiari dell’indennità prevista dal Decreto Sostegni la procedura è automatica, nel senso che riceveranno la nuova indennità senza dover presentare una nuova domanda.

Per chi invece vuole chiedere l’aiuto per la prima volta la procedura rimane aperta fino al 30 settembre 2021.