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Proroga dello smartworking: tutte le novità

Strumento fondamentale durante la pandemia, il lavoro agile, o telelavoro, è stato recentemente oggetto di un intervento del governo per prolungare i termini di accesso alla procedura semplificata. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo smart working


Lo smart working a causa dell’emergenza sanitaria è diventato ormai quasi un’abitudine per milioni di italiani. Secondo stime recenti dell’Inapp infatti prima del Covid-19 i lavoratori coinvolti dal telelavoro erano soltanto 570mila, durante il periodo più nero dei lockdown generalizzati sono diventati circa 6 milioni e sono attualmente almeno 5 milioni. Secondo l’istituto, nelle grandi imprese il 54% dei dipendenti è coinvolto da questa misura, divenuta fondamentale per ridurre le occasioni di contagio e conciliare il lavoro con le nuove esigenze familiari. Facendo così nascere anche nuovi bisogni (come il diritto alla disconnessione) e nuovi modi di comunicazione.

Proprio per questa sua importanza lo smartworking è entrato più volte negli atti del governo e del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Fin dall’inizio dell’emergenza è stata infatti adottata una modalità semplificata per l'accesso a questo strumento, sia per i datori di lavoro privati che per la pubblica amministrazione.

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L’ultima proroga fino al 31 luglio

Col “decreto Riaperture” del 22 aprile 2021, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore il 23 aprile, il governo ha infatti prorogato a pochi giorni dalla scadenza le norme che sarebbero rimaste altrimenti in vigore fino al 30 aprile 2021. Il Decreto legge, in particolare, prolunga le procedure semplificate di accesso allo smart working fino al 31 luglio 2021, fino quindi al termine dello stato di emergenza.

Il fulcro centrale del provvedimento è la possibilità di accedere allo smart working semplificato senza bisogno dell’accordo individuale necessario fino all’epoca pre-Covid. Le aziende infatti possono attivare il lavoro agile semplicemente comunicandone l’avvio sul portale apposito del ministero del Lavoro.

In particolare, i datori di lavoro privati, fino al 31 luglio, possono approfittare di alcune semplificazioni:

  • possono avviare il lavoro agile a qualsiasi rapporto di lavoro subordinato anche senza l’accordo individuale, che prima della pandemia definiva modi e tempi della nuova tipologia di lavoro con molti più dettagli e complicazioni;

  • possono assolvere in via telematica agli obblighi di comunicazione sulla sicurezza, sia nei confronti del lavoratore che verso i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), utilizzando la procedura online messa a disposizione dall’Inps;

  • possono accedere alla procedura semplificata telematica indicata dal ministero.

I documenti necessari per la richiesta


La procedura semplificata prevede la possibilità per il datore di lavoro di comunicare i propri dati e quelli del lavoratori. Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, a questo proposito, ha messo a disposizione un template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti e, come abbiamo visto, un portale per l’invio della documentazione.

Per accedere bisogna identificarsi tramite SPID o tramite credenziali CIE. I dati necessari sono quelli che identificano il datore di lavoro e il lavoratore interessato. Serve in particolare il codice fiscale dell’imprenditore e del lavoratore, i dati anagrafici del lavoratore, la posizione assicurativa Inail e le date di inizio e fine del periodo in cui il dipendente utilizza lo smart working.

Attenzione però: la comunicazione va infatti inviata almeno il giorno prima dell’avvio del lavoro agile, pena una sanzione per l’impresa che va da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore.

Cosa succede nella pubblica amministrazione?

Sulla pubblica amministrazione è intervenuto recentemente il nuovo ministro Renato Brunetta, che con l’inizio di maggio ha cancellato l’obbligo per gli enti pubblici di prevedere almeno il 50% dei dipendenti in smart working. Resta comunque la libertà per le singole amministrazioni di regolarsi più nel dettaglio.

“È un’operazione che va letta senza paura e senza allarmismi - ha detto Brunetta - Gli uffici si autoregoleranno, perché hanno il massimo dell’autonomia e della flessibilità, e i servizi per cittadini e imprese miglioreranno e aumenteranno. Parallelamente, ai tavoli per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, lo strumento del lavoro agile sarà opportunamente regolato, a tutela dei lavoratori”.

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In arrivo un’altra proroga del telelavoro fino al 30 settembre?


Lo prevede la bozza del decreto Sostegni bis, in via di approvazione. I datori di lavoro privati, secondo il testo, potranno così accedere alla procedura semplificata di avvio dello smart working fino al 30 settembre 2021.