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Come richiedere la cassa integrazione straordinaria o CIGS

Gli ammortizzatori sociali sono uno strumento importante per le aziende che devono affrontare momenti di crisi. Ma come funzionano? Quanto spetta al lavoratore? Ecco le cose da sapere e da fare


La Cassa integrazione guadagni straordinaria, o Cigs, è un ammortizzatore sociale riconosciuto dal ministero per il Lavoro e pagato dall’Inps. Assieme agli altri ammortizzatori sociali come la Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), a quella in deroga o al contratto di solidarietà permette alle aziende di affrontare una situazione di difficoltà temporanea riducendo l’orario di lavoro e di conseguenza i costi della manodopera, con sospensioni o riduzioni dell'attività. Questo permette ai dipendenti di non perdere completamente lo stipendio, integrando, appunto, i loro guadagni.

È uno strumento utile per affrontare i momenti di crisi di mercato o di crisi aziendale, ma anche come quello attuale della pandemia, che ha costretto molte attività a chiudere per il lockdown e a fare i conti con un crollo della domanda. Sono strumenti previsti nelle leggi dello Stato fin dal 1947, quando le prime forme di integrazione salariale vengono introdotte con decreto legislativo dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.

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​Chi può accedere alla Cigs?

Come chiarisce l’Inps, il trattamento di integrazione salariale previsto dalla Cigs spetta ai lavoratori subordinati di aziende che possono accedere alla Cigs, purché abbiano maturato un periodo di anzianità minimo di 90 giorni nella sede o nell’unità produttiva per cui viene chiesta la cassa integrazione. Sono compresi anche gli apprendisti, solo per la causale di crisi aziendale, ma non i dirigenti e i lavoratori a domicilio.

​Come funziona la Cigs?

La Cigs può essere usata dalle aziende per sospensioni o riduzioni dell’attività dovute a tre cause:

1. riorganizzazione aziendale;

2. crisi aziendale;

3. contratti di solidarietà.

Le aziende che possono accedere alla Cigs vengono definite nel dettaglio dal ministero del Lavoro a seconda della tipologia di impresa e del numero dei dipendenti.

Viene richiesto un minimo di 15 dipendenti occupati nel semestre precedente la richiesta per le aziende industriali, artigiane, dei servizi in appalto di mensa, ristorazione o pulizia, dei servizi ausiliari ferroviari, della vigilanza e per le cooperative di trasformazione agricola.

Viene richiesto invece un minimo di 50 dipendenti per le imprese di commercio e logistica, oltre che per agenzie di viaggio e turismo compresi gli operatori turistici.

Non è indicato invece un numero minimo di dipendenti per alcuni settori specifici, come le società dei trasporti aerei e dei servizi aeroportuali, oltre che per i partiti politici.


Come si richiede la Cigs?

Per fare richiesta di cassa integrazione straordinaria, le aziende devono accedere al portale Cigs online del ministero del Lavoro, rispettando alcuni requisiti:

  • essere registrato al portale Cliclavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;

  • essere abilitato all'utilizzo del sistema CIGSonline;

  • essere autorizzato dall'azienda richiedente a svolgere le funzioni di "referente" per la domanda (vedere "delega" in basso);

  • essere in possesso di un indirizzo e-mail.


​Quanto dura la Cigs?

La durata concessa per il trattamento straordinario di integrazione salariale dipende dal motivo per cui viene richiesto. Per le riorganizzazioni aziendali si concede un periodo massimo di 24 mesi che può essere usato in maniera continuativa oppure con interruzioni, ma sempre entro i 24 mesi in cinque anni.

Per la causale di crisi aziendale invece vengono concessi massimo 12 mesi, con la precisazione, spiega il ministero, che “una nuova autorizzazione non può essere concessa prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente autorizzazione”.

Per quanto riguarda i contratto di solidarietà difensivi il periodo massimo è di 24 mesi, estensibile però fino a 36 mesi a determinate condizioni.

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​Quanto si guadagna con la Cigs?

La Cigs versa al lavoratore fino all’80% della paga per le ore di sospensione del lavoratore, che possono essere zero nel caso in cui l’ammortizzatore richiesto poi non venga attivato in quel mese, oppure tutto l’orario previsto dal contratto del lavoratore se la sospensione è totale.

Ci sono però dei limiti massimi che non possono essere comunque superati, che vengono definiti dall’Inps ogni anno. La circolare apposita dell’istituto fissa per il 2021 due casi:

1. per stipendi inferiori o uguali a 2.159,48 euro mensili, l’importo massimo che può essere pagato è quest’anno di 939,89 euro netti;

2. per stipendi superiori a 2.159,48 euro mensili, l’importo massimo è invece di 1.129,66 euro.

Ci sono però tetti un po’ diversi, in particolare più alti, per le intemperie stagionali che coinvolgono il settore edile.

​Quando e come viene pagata?

La Cigs può essere pagata dall’Inps oppure anticipata dall’azienda, che poi sarà rimborsata a conguaglio dall’Inps stessa quando la procedura verrà autorizzata.

È proprio questo diverso processo a provocare differenze nei tempi di pagamento della cassa integrazione, perché l’autorizzazione della procedura e poi il pagamento concreto al lavoratore possono prendere tempi diversi a seconda del numero delle richieste che arrivano in quel momento, del funzionamento della sede locale dell’Inps, dei tempi di azione del datore di lavoro che fa richiesta e di problemi procedurali che possono emergere nel corso del processo.

In ogni modo, il ministero del Lavoro ha tempo 90 giorni dalla domanda per approvare la richiesta, poi spetta all’azienda inviare tutta la documentazione necessaria all’Inps per il pagamento.

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​Cigs e Covid, cosa cambia?

La pandemia ha spinto il governo a intervenire più volte sul sistema di ammortizzatori sociali per non lasciare scoperte le aziende messe in difficoltà dall’emergenza sanitaria. L’esecutivo è intervenuto infatti lanciando nuove forme apposite di cassa integrazione con causale Covid, finanziando con fondi straordinari queste nuove forme e aprendo a nuove possibilità di richiesta per le imprese, confermate e ampliate con la manovra di bilancio 2021.

In particolare, le forme individuate per la causale Covid sono principalmente quelle della Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) e della Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd), che però sono state rese accessibili anche a chi usava già prima della pandemia anche altre forme di ammortizzatore sociale, come appunto la Cigs. Grazie a questo intervento, le imprese che usavano la Cigs hanno potuto interromperla per accedere alle nuove forme introdotte dal governo, in modo da semplificare e allungare l’accesso alla cassa integrazione.