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Come funziona l'aspettativa non retribuita

Quando e come si può chiedere un congedo dal proprio lavoro? I motivi vanno da quelli personali alla formazione, fino alle cariche

Per aspettativa s’intende la facoltà di sospendere temporaneamente l’attività lavorativa per motivi diversi, che possono andare dalle ragioni familiari o personali fino alla nomina in cariche pubbliche o sindacali. Si tratta dunque di una possibilità che consente al lavoratore di mantenere il proprio posto nonostante non ci si presenti più in azienda o in ufficio per un certo periodo: in questi casi infatti il datore di lavoro non può licenziare il proprio dipendente.

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Si distingue poi l’aspettativa retribuita, come quella che viene concessa in caso di malattia del dipendente, e aspettativa non retribuita, che cioè non prevede il pagamento dello stipendio, anche se il dipendente conserva il posto.

Le fonti normative che regolano l’aspettativa non retribuita sono varie, e vanno dai diritti più generali inseriti nella Costituzione (articoli 51 e 52) a quelli del Codice civile (art. 2110 e 2111), fino allo Statuto dei lavoratori e a varie leggi e regolamenti che si sono succedute nel corso degli anni. In particolare la legge 53 del 2000 e un regolamento inserito nel decreto n 278/2000.

Il riferimento ultimo è però sempre il contratto collettivo nazionale di riferimento del settore in cui il lavoratore è inquadrato, perché sono per lo più questi testi che definiscono nel dettaglio chi ha diritto all’aspettativa, i tempi e i modi necessari per fare la richiesta e il livello di anzianità richiesto. Per richiedere un periodo di aspettativa non retribuita è dunque bene rifarsi al contratto di riferimento, rivolgendosi all’ufficio personale della propria azienda.

È importante sottolineare che non è possibile chiedere l’aspettativa per svolgere un altro lavoro, in quanto il rapporto di lavoro, anche se è sospeso, rimane di fatto attivo. Ai dipendenti pubblici, invece, è concessa l’aspettativa per un massimo di un anno per svolgere un’attività in proprio (altre interpretazioni sul tema sul sito dell’Aran).

In ogni modo l’aspettativa non retribuita può essere richiesta:

1. per gravi motivi familiari;

2. per tossicodipendenti e loro familiari;

3. per formazione professionale;

4. per cariche pubbliche;

5. per cariche sindacali.

L’aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari

La legge 53 del 2000 prevede la possibilità per il lavoratore dipendente pubblico o privato di chiedere un periodo di congedo con una durata massima fino a due anni, continuativo o frazionato, per gravi e documentati motivi che coinvolgono componenti della propria famiglia anagrafica, conviventi o meno e compresi i figli adottivi, oltre ai portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado.

I gravi motivi previsti dalla legge sono:

- le necessità che derivano dal decesso di una di queste persone;

- le situazioni che comportano un impegno del lavoratore per la cura della persona;

- le situazioni di grave disagio personale capitate al dipendente stesso, con l’eccezione della malattia, che rientra nel campo dell’aspettativa non retribuita;

- patologie del familiare che comportano una cura continuativa a carico del dipendente.

Come chiedere l’aspettativa?

La domanda va fatta all’azienda o all’ente di appartenenza presentando anche i documenti che certificano i gravi motivi. Il datore di lavoro è poi tenuto a rispondere entro un determinato numero di giorni, che dipende dal contratto di riferimento. Questo però non è obbligato ad accogliere la richiesta, ma in caso di rifiuto totale o parziale, oppure nel caso in cui chieda di rimandare il congedo per motivi organizzativi, è tenuto a motivare la sua decisione. Ma il dipendente può comunque fare richiesta che questa sia riesaminata.

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L’aspettativa per tossicodipendenti

L’aspettativa non retribuita può essere chiesta anche dai lavoratori a tempo indeterminato tossicodipendenti e loro familiari, per un periodo massimo di tre anni utili a partecipare in prima persona o assistere il familiare nei percorsi di disintossicazione svolti dalle autorità sanitarie. Ovviamente l’attestazione della tossicodipendenza è affidata alle strutture sanitarie dell’ASL di competenza, e in particolare dal SERT. Ogni contratto definisce poi le modalità di richiesta e i modi dell’aspettativa nel dettaglio.

L’aspettativa dal lavoro per formazione professionale

Non serve però sempre un grave motivo per chiedere l’aspettativa non retribuita. Chi è dipendente da più di 5 anni può infatti fare richiesta anche per seguire degli studi o conseguire un titolo di studio, per esempio per terminare la scuola dell’obbligo, prendere un diploma o una laurea oppure per seguire corsi professionali non assicurati dal datore di lavoro. In questi casi il periodo concesso di congedo è di 11 mesi nell’intera carriera lavorativa.

Aspettativa per incarichi pubblici

Per garantire a tutti i cittadini il diritto a candidarsi e rivestire cariche pubbliche l’aspettativa o i permessi non retribuiti possono essere richiesti anche nel caso di elezione in una carica pubblica. Può quindi farne richiesta e assentarsi dal lavoro per il periodo previsto dal mandato chi venga eletto parlamentare o consigliere regionale, così come esponenti degli enti locali, membri di organi esecutivi di Comuni, province, città metropolitane, Unioni di Comuni, comunità montane e consorzi di enti locali.

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L’aspettativa per cariche sindacali

Lo stesso discorso delle cariche pubbliche vale anche per le nomine per quanto riguarda le cariche nelle organizzazioni sindacali. Ne ha diritto il lavoratore che viene nominato in ruoli provinciali o nazionali dei sindacati.