Guida al lavoro flessibile
Lavorare in somministrazione: un'opportunità
In un mondo del lavoro sempre più articolato e competitivo, la parola-chiave è flessibilità, apertura a rapporti di lavoro diversi dal tradizionale (e sempre più raro) contratto a tempo indeterminato. Per esempio:
- somministrazione a tempo determinato e indeterminato
- collaborazione a progetto
- tempo determinato
Nel vasto panorama della flessibilità, la somministrazione rappresenta una valida soluzione, non solo per le aziende che possono gestire in maniera più efficiente i propri picchi di lavoro o le assenze di personale per ferie, ma anche per i lavoratori, in particolare per quanti si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro.
Dal punto di vista del lavoratore, la somministrazione consente di:
- alternare più facilmente periodi di studio e di lavoro, per esempio durante l’università
- accumulare esperienza pratica mettendosi alla prova in vari contesti aziendali
- usufruire gratuitamente della formazione specifica messa a disposizione dei lavoratori somministrati da appositi enti quali Forma.Temp ed Ebi.Temp.
Il tutto, si badi, senza rinunciare alle tutele normalmente previste per i lavoratori tradizionali. Infatti, la normativa specifica della somministrazione (la cosiddetta “legge Biagi” del 2003) prevede una serie di misure a tutela dei diritti del lavoratore: dalla malattia alla copertura previdenziale ed assicurativa, dalle ferie a tutte le misure a tutela delle lavoratrici madri.
Il rapporto di somministrazione, infatti, è regolato da un contratto di lavoro a tutti gli effetti, che fissa obblighi e diritti delle parti contraenti:
- il lavoratore
- l’azienda utilizzatrice (ovvero quella presso la quale il lavoratore sarà occupato)
- l’agenzia per il lavoro, della quale il lavoratore sarà dipendente a tutti gli effetti per tutta la durata della “missione”